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Notizie Italiane
domenica 31 dicembre 2006
La scuola dei somari
sabato 30 dicembre 2006
I «dannati del sabato sera»
Nella bolgia delle discoteche la regola è la trasgressione. Poi, ogni tanto, qualcuno muore per eccesso di pasticche o di micidiali misture ora di moda. Così si preparano tante stragi sulle strade del “sabato notte”. Tragedie che ogni volta fanno clamore e suscitano indignazione. Qualche discoteca, ogni tanto, chiude “per motivi di ordine pubblico” Un po’ di silenzio e subito torna tutto come prima.
E, anche stasera, si continua.
venerdì 29 dicembre 2006
La «svolta» che verrà
Diciamo a Lorsignori che, da cittadini comprensivi, non ci aspettiamo molto dal nuovo anno. Non intendiamo assolutamente spaventare Babbo Natale-Prodi con richieste eccessive. Basta poco per chi è abituato a non avere niente… Una novità vorremmo che, finalmente, si realizzasse. Quella di dare un lavoro a chi non ce l’ha, regalando ai giovani aspiranti lavoratori due piccole grandi “svolte”. Primo: avanti i meritevoli e in seconda fila i raccomandati, e gli amici degli amici. Secondo: a chi vuole realizzare un’impresa dare la possibilità di poterlo fare, in tempi brevi, azzerando i 45 timbri e visti adesso necessari persino per creare posti di lavoro. Non sappiamo se i governanti lo sanno: se oggi è impossibile trovare un’occupazione, ancora più difficile è crearla per sé e per gli altri. Far nascere un’azienda vuol dire avventurarsi in una selva oscura tutta burocrazia, con lacci e lacciuoli. E in fondo al tunnel, in attesa, la valanga di tasse, contributi e balzelli vari. Così creare posti di lavoro diventa una “colpa”. Almeno qui, potrà esserci una “svolta”?
giovedì 28 dicembre 2006
Università per «single»
Viviamo nel paese degli sprechi e delle tasse, ma in compenso abbiamo il record delle mini-facoltà. Quanto costano? Difficile dirlo. Per le lauree “da single” la fantasia italica ha fatto miracoli, inventando corsi esclusivi ovunque. Ci sono ad oggi 37 mini-facoltà con un solo studente. Ma aumenteranno? Probabile, visto l’andazzo. Le università sono 94, ma le facoltà più di 600 e i dipartimenti oltre 1.800. Ed è così che cresce l’esercito dei “prof.” :ordinari, assistenti, ricercatori. Anche qui la quantità batte, spesso, la qualità. Che fare? Urge una bella “riforma”, come si dice oggi con parola assai inflazionata. Basterebbe una leggina di due o tre righe. Per dettare semplicemente una norma: l’università torni agli studenti. Prima che ai “prof”.
giovedì 14 dicembre 2006
Prodi e i precari dell'informazione
Lo scenario che gl’interessati prospettano, dall’una e dall’altra parte, è catastrofico, per l’intera stampa italiana. Un mondo tutto da esplorare, dove ormai solo i “furbetti della rotativa e del tubo catodico” fanno affari d’oro, con le elargizioni della legge sull’editoria e non solo. I cosiddetti “editori impuri” dominano ormai il panorama giornalistico ed editoriale nazionale. Hanno saldamente sotto controllo la proprietà di giornali e tv, ma sono anche padroni di aziende, cliniche private, imprese di costruzione e via enumerando. Veri e propri “poteri forti”, che spesso e volentieri si trovano e riemergono in maxi affari, pubbliche elargizioni, lottizzazioni e speculazioni edilizie ad alto livello affaristico. Le fortune di certi personaggi crescono e si moltiplicano a vista. Mentre le condizioni dei precari, che hanno il privilegio di lavorare in certi giornali e tv, restano invariabilmente le stesse. Ma c’è un sistema per uscire dallo scandaloso andazzo? Certamente, on.li signori. Basterebbe una leggina di quattro-cinque righe: “non potranno più incassare una lira da enti pubblici locali e nazionali tutti i Lorsignori dell’Editoria nazionale e locale che, reclutando precari a 7/8 euro a pezzo, spacciano informazione compiacente verso il Palazzo…”. D’accordo, Presidente del Consiglio Prodi? Allora, sotto con la leggina anti-precariato. E anti-furbetti.