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Notizie Italiane
lunedì 30 aprile 2007
Un libro racconta gli sprechi «top secret»
Ma ecco che il libro di Rizzo e Stella qualche cifra ce la fa conoscere. In dieci anni (1997-2007), le spese del Colle hanno fatto un salto del 61,1%. Lievitate in vent’anni del 205,2%. Persone addette? Ad oggi sono 2.158. Il doppio della corte inglese e dell’Eliseo. Ma un dato confortante c’è: l’unica cifra che non si è mossa, in questi dieci anni, è la busta paga del Presidente. Rimasta invariata. Mentre tutto il Palazzo si è gonfiato. Fino ad ammalarsi di elefantiasi.
Come spiega questo libro unico e raro. Che arriva nel momento giusto. Per ricordarci che il taglio ai costi della politica dovrebbe forse partire da qui…Dal torrino con bandiera più alto di Roma.
sabato 28 aprile 2007
Abruzzo-Bruxelles e «sprechi» del Palazzo
Se l’Europarlamento è nel mirino (dei Verdi in particolare), in Abruzzo la duplice “residenza istituzionale” della Regione è cosa fatta. Nessuno si prende il fastidio di calcolarne i “costi”. Sia economici che ambientali. Né conviene riaprire la vecchia spinosa questione fra L’Aquila e Pescara. Chiusa salomonicamente. In tempi di “vacche grasse”. Rischioso rifare i conti, proprio ora che le finanze pubbliche stringono la cinghia. Subito ripartirebbe la guerra dei campanili. Che, nelle regioni “sanguigne”, cova sempre sotto la cenere.
In Abruzzo sono due i capoluoghi di regione? Una università (e, forse, di più) in ogni provincia? Cosa fatta…Nessuno tocchi il “pendolarismo” L’Aquila-Pescara degli “onorevoli”. Che, nella città di d’Annunzio, disporranno presto d’un “Palazzo” più attrezzato e moderno. Che si svilupperà su tre torri alte 48 metri, con sedici piani e un totale di 20.000 mq. Costo globale 50 milioni di euro, salvo imprevisti. Per non fare torto a nessuno. In “nome dell’equilibrismo di antica scuola”. Come la Cgil Abruzzo insinua. Con un po’ di malizia.
martedì 24 aprile 2007
«Scappatelle» d'amore sempre più a rischio
lunedì 23 aprile 2007
Un nuovo partito, quello del «Vespasiano»
Parte proprio da qui la “crociata” ideata dall’assessore. Che, era da prevederlo, ha subito raccolto incoraggiamenti e consensi. A breve, potrebbe nascere (non è assurdo pensarlo) il “partito del vespasiano”. Una cosa seria, se si considera come oggi stanno le cose nelle città. A Milano come a Roma. A Teramo come a Canicattì. In centro o in periferia. Provate un po’, in caso di necessità, a cercare un gabinetto pubblico. Introvabile. O, se c’è, meglio lasciar perdere. Persino nelle località ad alta densità turistica la musica è quella.
Bisogna essere fortunati, per scoprire, in tempi utili, il “sito liberatore”. Quasi sempre confinato in uno scantinato buio, schifoso e maleodorante. Giusta e opportuna, dunque, l’iniziativa dell’assessore. Che annuncia così il piano del riscatto:”Via gli obbrobri dalle città. Sostituiti con qualcosa di diverso e di bello. Soprattutto: dove servono e, democraticamente, per tutti”. Previsti, infatti, “vespasiani d’autore”. Progettati dai migliori designer disponibili su piazza.
Dopo tante indecenze e privazioni, le cose finalmente girano al meglio. Per le vie delle città, vedremo presto (a portata…di pipì) wc pubblici griffati e, anche, tecnologicamente avanzati. Per eliminare le code nei localacci che conosciamo. E per risollevare lo spirito. Finalmente!
N.B. Non stiamo scherzando: l’iniziativa parte da Milano. L’idea è dell’assessore al Turismo, che così vuole incrementare gli affari della città. Cercasi chi voglia imitarlo. Ritorni elettorali garantiti.
venerdì 20 aprile 2007
Amore & cultura
Fra gl’innamorati, tramonto delle vecchie abitudini. Una cenetta al ristorante “in”? Serata al cinema per l’ultima novità? Ballo nel locale più gettonato? Roba vecchia. Adesso si punta all’appuntamento intelligente. Ricordate? Il massimo della complicità era il collaudatissimo “tête-à-tête” presso il ristorante raccomandato. Mentre il corteggiamento attingeva al vecchio e infallibile repertorio romantico. Ora si cambia. Complice addirittura la cultura.
Ed ecco il nuovo “breviario” del successo in amore. Vuoi conquistarla a colpo sicuro? Chiedi aiuto alla poesia, alla lettura, alle conferenze, alle mostre d’arte. Persino ai dibattiti impegnativi. Questo il nuovo “trend” che si sta facendo strada nei cuori di molti innamorati. E funziona, stando ai riscontri. Pare che il fenomeno, partito dall’Inghilterra, stia conquistando le nuove generazioni di amanti a New York, Boston, Washington.
Ma anche da noi, in Italia, si avvertono i primi segnali. Di pari passo con il declino di certe tendenze. Insomma, è la rivincita della “cultura”. Fino a poco tempo fa sinonimo di noia per vecchi parrucconi. Ora, nelle grandi città come nelle piccole, le serate intellettuali si moltiplicano e anche le presenze dei giovani. Attratti da incontri stimolanti. Che accarezzano la mente. E non è tutto più sensuale?
giovedì 19 aprile 2007
«Costi della politica?». Il rimedio in una pillola
Ecco un suggerimento che, con tutta modestia, vorremmo dare al capo della Regione. Per i costi salatissimi di Lorsignori, potrebbe esserci un rimedio. E’ nuovo e ad effetto garantito. Fra l’altro, arriva dalla stessa parte politica del presidente e dei suoi prodi. Per metterlo in pratica, basta rivolgersi a Luigi Nicolais, ministro della Pubblica amministrazione. Un “addetto ai lavori”. Che è anche fra i 63 ricercatori italiani più citati nel mondo e autore di oltre venti brevetti.
Uno di questi, potrebbe fare il “miracolo”. Che, da solo, il governo di Ottaviano Del Turco non riuscirebbe mai a compiere. In sostanza, Nicolais ha inventato una pillola, semplice e straordinaria. Una volta mandata giù, “si gonfia e riempie lo stomaco in modo tale da far passare la fame”. Il formidabile rimedio “tagliafame”, si chiama “idrogel” e promette risultati strepitosi. Per fermare i morsi della fame, le abbuffate e le maratone luculliane.
Un’ottima invenzione per obesi e insaziabili della tavola. Da applicare per sgonfiare, oltre allo stomaco di chi mangia troppo, anche – perché no?- i “costi della politica”. Per ridurre gli appetiti che si scatenano in Aula. Fra una legge e l’altra. Fra un dibattito dell’Emiciclo e uno spuntino. Fra un incontro con gli elettori e un pranzo elettorale. Aurea soluzione. Ora applicabile agli “appettiti” di Lorsignori. Con la “pillola idrogel”. Scoperta (e garantita) dal ministro Nicolais.
mercoledì 18 aprile 2007
Il capufficio vi stressa? Cuba vi attende
Si tratta, invece, d’un principio ribadito in un recente innovativo provvedimento del giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Teramo. Protagonista un personaggio assai noto a Martinsicuro (Te), ex comandante dei Vigili Urbani, al centro per lungo tempo di varie e complesse “vicissitudini giudiziarie”. Tutto finito nel nulla, per fortuna. Acqua passata.
Gli effetti di angosce e tensioni patite nei lunghi anni di conflittualità, però, si facevano sentire. Ma ecco il rimedio: contro la "debilitazione psicofisica", una distensiva vacanza a Cuba. Che va sempre bene. Con tanto di certificato medico. Ma qualcuno subito pensa che, forse, è la volta buona per incastrare l’ex comandante. Nuova denuncia per il dipendente pubblico, in vacanza "per salute". E via al processo, con l'imputazione di presunta truffa alle casse dell'ente. Ma l'esito è favorevole. Anche questa volta. Con l’aggiunta di un principio giuridico che vale per tutti.
Ricordate la vecchia raccomandazione di Ernesto Calindri? "Contro il logorio della vita moderna"…Ora, per il "travet" giù di tono, c’è un aggiornamento da fare. Oltre che sul mitico Cynar, può contare pure sul sollievo d’una allegra vacanza cubana. Quando serve.
lunedì 16 aprile 2007
Il bullo «terrorista» per amore
venerdì 13 aprile 2007
Woodcock, nuovo «eroe alla ribalta»
Dura la “professione di giudicare”. Soprattutto quando, a forza di frequentare vip per scopi di giustizia, si finisce per diventarlo. Come sta succedendo a Woodcock. Sempre più al centro dell’attenzione e della ribalta. Con televisioni e rotocalchi scatenati a frugare nella sua vita privata e non.
C’è chi è andato persino dal macellaio di fiducia, per scoprire che bistecca degusta. O dal droghiere, per far luce sul tipo di formaggio preferito. Un altro settimanale, informatissimo, racconta le preferenze a pranzo e a cena, nell'abbigliamento e per le vacanze. Il tutto in una sequenza interminabile di foto e immagini, che ritraggono il giudice in tutte le pose e nelle diverse stagioni. Nell’intimità e nella vita pubblica.
Insomma, come si fa con un divo. Al quale le ragazzine muoiono dalla voglia di chiedere l’autografo.
giovedì 12 aprile 2007
«Ressa» (e prebende) al capezzale del territorio
Un numero imprecisato di presidenti e vice, direttori e ancora vice, assessori, consiglieri, commissari e via gettonando. Per un unico e solo destinatario: il territorio. A spese del solito Pantalone.
In attesa, adesso, di vedere che tipo di fuoco o fuocherello si riuscirà ad accendere con il disboscamento promesso da Ottaviano Del Turco, presidente della Regione Abruzzo. Alle prese con i tagli degli “enti mangiasoldi”. Ammesso che riesca a riemergere dalla fitta boscaglia.
sabato 7 aprile 2007
I nostri onorevoli e «l'arte di saper bere»
Insomma, l’elenco degli apprendisti sommelier comprende almeno quaranta parlamentari. Per un ciclo di lezioni, assicurano, impegnativo. I candidati apprendono l’arte del bere bene e, naturalmente, il rapporto cibo-vino. Né si dica che, questa, non è cultura importante per i nostri onorevoli. Che se sapranno come bere giusto, coltiveranno anche meglio il rapporto con se stessi. Soprattutto, con noi elettori. Essenziale è che non imparino l’arte di come…darcela a bere. Magari per le leggi che non fanno. Fra un bicchiere e l’altro.
venerdì 6 aprile 2007
Scuola: la colpa di non essere un «bullo»
Avete letto o sentita l’ultima? Era educato, bravo, primo della classe. Questa la sua colpa e lo prendevano in giro. Fuori dalla “normalità” di oggi. Perciò i suoi compagni non lo lasciavano in pace. Per questo il sedicenne di Torino ha deciso di dire basta. Suicidandosi. Uno studente ”anormale”. Un “non-bullo” che si è arreso, purtroppo, alla “normalità” dei nostri giorni pazzi. Può sembrare paradossale. Ma certe cronache arrivano a confermarci, puntualmente, l’amara realtà. Dopo le pupe, via (sempre più) libera ai bulli.
Da qualche parte urge cominciare. Il ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, annuncia la riforma degli atenei. Parola magica, spesso gettonata, per lasciare le cose come stavano, peggiorandole. Si vuole dire basta a baroni e cattedre ricevute per divina eredità. Sono circa 62.000 i docenti universitari e circa 88.000 quelli precari. Ma le cose, anche negli atenei italiani, vanno male. Come sappiamo. Si vuole ripartire dalle assunzioni, moralizzando e restituendo spazio al merito, alla ricerca e alla cultura. Via le lobby e i “baroni”, vada in cattedra chi vuole insegnare seriamente. Con amore e professionalità, dedicandosi alle lezioni e agli studenti. Senza fare altro.
L’unica strada possibile, del resto, per rinnovare l’università. Per restituire fiducia a chi davvero vuole studiare. Ma anche alle famiglie e alla società, che molto si aspettano da un mondo accademico svecchiato e moderno. Sembra facile e possibile. Eppure, improbabile. Con le lobby e i baroni che ci sono in giro. Pronti ad armarsi e ad aprire il fuoco. Protetti sotto l’usbergo delle solite mafie.
Comunque, auguri ministro.
giovedì 5 aprile 2007
Paparazzi: un innocente in manette
Ricordo un’incantevole Anita Ekberg, mentre una notte in città tentava di scalare il muro di cinta del suo albergo. Un’impresa improbabile, considerato il tasso alcolico della diva. Beppe Monti, il più bravo “paparazzo” di quei giorni, fotografò da tutti i lati l’attrice ubriaca. Foto mai pubblicate. Per autocensura. Come si faceva allora. Senza tentare di vendere a qualcuno quelle immagini imbarazzanti della grande star. Allora all’apice della carriera.
Andò diversamente per il “delitto di via Getulio”, a Teramo. Le prime indagini sul feroce assassinio di una giovane mondana, portarono all’arresto di un abituale frequentatore. Persona stimata e di ottima famiglia, con il “vizietto” per le donne. Finì in carcere. Anche se completamente estraneo al grave fatto. Ricordo la sua foto pubblicata sui giornali. In manette. Errori anche allora. Ma dietro certi “eccessi” c’erano quasi sempre esigenze di giustizia, d’informazione o ricerca della verità. Mai affari sporchi di ricatti o danaro. La televisione non esisteva (le “vallette” erano di altro tipo). Ma le foto, più di oggi, ritenute indispensabili per quotidiani e rotocalchi. Il lavoro del fotoreporter determinante, per vendite e tirature dei giornali. Come per la bravura e il prestigio di ogni cronista. Eppure, il “mestieraccio”, a parte qualche scazzottata o testa rotta, aveva un suo stile.Capitava, ogni tanto, di rovinare la reputazione di qualcuno. Sempre per errore. Mai per soldi.
mercoledì 4 aprile 2007
Gem, ultimo «segreto» dei Carabinieri
Presto in città arriveranno i carabinieri a bordo delle Gem. Vetturette elettriche, che non inquinano e possono circolare silenziosamente nelle aree pedonali. Ne sono entrate in servizio già 75, in tutta Italia. Tutto cambia. Davvero sempre più lontani i tempi, quando gli uomini dell’Arma arrivavano in coppia su romantiche biciclette.
Ragazzo, frequentavo la casa di uno zio medico. A Colledara, ameno ed appartato paesino del Gran Sasso, noto per aver dato i natali a Fedele Romani e, oggi, molto meno anonimo di ieri. Anzi, ormai notissimo nei notiziari radiotelevisi dell’Aci sulla transitabilità di strade e autostrade italiane.
Quando mi trovavo a Colledara, dalla caserma della vicina Tossicia vedevo arrivare due carabinieri in bicicletta. Subito noi ragazzi scappavamo per le strade del paese ad avvertire gli abitanti, in dialetto: “Arriv li carbunir…Arrivano i carabinieri…”. E tutti correvano a rintanarsi dentro le case.
Mi sfuggiva il significato di quella fuga generale. Più tardi mi spiegarono che in certi paesi dimenticati, dove allora mancavano persino le strade, lo Stato si faceva vivo…in bicicletta. Quasi sempre per arrestare e, nei casi più fortunati, per tassare. Allora? Meglio darsela a gambe. Avveniva così anche a Colledara. Per atavica precauzione.
C’è da chiedersi quanto sia mutato il rapporto dei cittadini con le forze dell’ordine. Ora che, nel cuore delle città, arrivano a bordo di macchinette super-tecnologiche.
lunedì 2 aprile 2007
Torna la Scuola delle bacchettate sulle mani?
Anzi, da qualche parte l’offensiva contro il “bullismo” è già in atto. Hanno iniziato gl’insegnanti inglesi a usare le maniere forti contro gli alunni violenti e indisciplinati. Come da direttive governative approvate, per bloccare situazioni pericolose per insegnanti e alunni. Le nuove leggi, che prevedono una serie di misure anti-bulli, invocate dagli stessi sindacati dei docenti. Il governo Blair è convinto che gli aggressivi e i violenti appartengono ad una minoranza. Basta “rimetterli in riga”, per normalizzare la situazione nelle scuole del Regno.
Altrettanto faremo dalle nostre parti? Abbiamo visto il risultato prodotto dal “buonismo” di genitori, insegnanti e, perché no?, sindacati e politici. Tutti nel mazzo del permissivismo scolastico e sociale. Come le cronache ammoniscono quotidianamente. Noi siamo convinti che neppure le “maniere forti”, a questo punto, sarebbero la “medicina salvifica”.
Tuttavia alcune regole vanno introdotte (e subito), per contenere e fermare i cosiddetti “ragazzi difficili”. Nelle scuole e fuori. Il farmaco davvero efficace? Quello, del tutto dimenticato, dei vecchi tempi: l’educazione dei figli. Che parte dalla famiglia e continua a scuola. Vale a dire “l’educazione del no”, che comincia da genitori che smettono di dare sempre ragione ai figli. Con papà e mamma pronti a trovare sempre una giustificazione. Assenze, reati, trasgressioni varie.
Tutto si comprende e si perdona. Bocciature incluse. Con relativo ricorso al Tar: in questo caso Tribunale degli Asini che rifiutano di Ripetere. Che con sentenza strappano la promozione non conquistata con il merito e i voti. Evviva!