Magari la mattina non frequentano la scuola con profitto e la sera vanno in discoteca per apprendere nuovi modelli di vita. E’ la storia di tanti, troppi giovanissimi. Come, con dovizia di particolari, si apprende da una inchiesta del quotidiano romano Il Messaggero. E’ vero: la lettura dei giornali non rientra fra le preferenze delle nuove leve. Anche se, spesso, ci sono articoli importantissimi, da sottoporre alla riflessione di padri e figli. Certe denunce, invece, passano in fretta, perdendosi presto nel fiume della normalità. Purtroppo. Come questa impressionante inchiesta sui “Dannati del sabato sera”. Quando, trasformati da “Bulli e pupe”, vanno in discoteca fino all’alba. Quasi un viaggio in una bolgia che ha molto di “dantesco”. O di più? Vanno, sottolinea l’articolista, “per perdere ogni controllo, fra musica a tutto volume, alcolici, fumo e droghe di ogni genere”. Tutto, insomma, in questi locali frequentati da migliaia di ragazzi under 18, converge verso lo “sballo”. Lo spiega Luca, 16 anni: “Questa discoteca è la mia famiglia, la droga la trovi dappertutto mica solo qui e poi per la disco la droga è necessaria”. Lo ribadisce Gianmarco, 15 anni:” Quando vengo a ballare…e sono impasticcato sto troppo bene, siamo tutti uniti in un orgasmo”.
Nella bolgia delle discoteche la regola è la trasgressione. Poi, ogni tanto, qualcuno muore per eccesso di pasticche o di micidiali misture ora di moda. Così si preparano tante stragi sulle strade del “sabato notte”. Tragedie che ogni volta fanno clamore e suscitano indignazione. Qualche discoteca, ogni tanto, chiude “per motivi di ordine pubblico” Un po’ di silenzio e subito torna tutto come prima.
E, anche stasera, si continua.
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