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lunedì 16 aprile 2007

Il bullo «terrorista» per amore

Adesso abbiamo anche il terrorista per amore. Anzi, terrorista e rivoluzionario per far colpo sulle ragazze. Non si sa quante ammiratrici sia riuscito a collezionare, ma a tenere sotto scacco per un anno le forze dell’ordine ci è riuscito in pieno. Protagonista dell’incredibile impresa un giovane diciassettenne di Nuoro, che ha ideato e realizzato il suo “piano” con perfetta strategia “eversiva”. A cominciare dal nome: Ernesto, come Che Guevara, il suo mito ispiratore. Mentre bombe e attentati li rivendicava usando una sigla in "chiave brigatista". Tanto che le autorità della città sarda avevano sospettato che, dietro certe imprese e atti intimidatori, potesse esserci una pericolosa organizzazione terroristica. Collegata magari ai Nuclei Proletari per il Comunismo o alle Brigate Rosse. Lunghe e laboriose le indagini con pedinamenti e intercettazioni. Prima di arrivare alla conclusione. Davvero sorprendente e clamorosa. Chi poteva essere il regista o il “grande vecchio” che, per un anno intero, aveva mobilitato le forze dell’ordine? Chi c’era dietro quelle ripetute azioni criminose, rivendicate con proclami e volantini in perfetto stile rivoluzionario? Gli uomini della Digos non riuscivano a crederci. Niente Nuclei Proletari e, neppure per sogno, Brigate Rosse. Prove e indizi pazientemente raccolti li spingevano in tutt’altra direzione. Li portavano a bussare alla porta di un ragazzo appena diciassettenne. Che ammetteva, senza scomporsi: “Sì, sono l’autore e il regista. Ho inventato tutto. Ma l’ho fatto per far colpo sulle ragazze mie compagne di scuola”. Insomma, il bullismo continua a stupire. E ora viene anche “esportato” dalle aule scolastiche. In versione “rivoluzionaria”.

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