Chi lo ha detto che i nostri politici non fanno nulla per migliorare il loro livello culturale? Bisogna sapere che, al Senato della Repubblica, è stato introdotto di recente un corso da sommelier riservato ai parlamentari. Le lezioni seguite con attenzione e, per non interferire con il lavoro in aula, vengono svolte fra una votazione e l’altra. Treu, ex ministro prodiano, è uno degl’iscritti. Insieme ad altri di ogni schieramento politico. A tavola, com’è noto, i colori scompaiono o si attenuano. Frequenta la scuola per esperti bevitori anche la sen. Ceccacci, ex attrice di Tinto Brass e beniamina del Cavaliere a Forza Italia. C’è poi la senatrice Verde, De Petris, che si è sempre battuta per un vino ecologico e non adulterato.
Insomma, l’elenco degli apprendisti sommelier comprende almeno quaranta parlamentari. Per un ciclo di lezioni, assicurano, impegnativo. I candidati apprendono l’arte del bere bene e, naturalmente, il rapporto cibo-vino. Né si dica che, questa, non è cultura importante per i nostri onorevoli. Che se sapranno come bere giusto, coltiveranno anche meglio il rapporto con se stessi. Soprattutto, con noi elettori. Essenziale è che non imparino l’arte di come…darcela a bere. Magari per le leggi che non fanno. Fra un bicchiere e l’altro.
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