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venerdì 1 giugno 2007

Una Montessori «abruzzese» ricorda lo sfacelo della Scuola, oggi

La nonna segue la fiction che ha coinvolto più di sei milioni di telespettatori. Un desiderio le viene spontaneo: “Mi piacerebbe- sogna- una Scuola Montessori per il mio nipotino”. La signora non si accorge che sta mettendo il dito sul disastro della Scuola nazionale. Dove hanno fatto l’impossibile nel demolire ciò che c’era di buono. Per trapiantarvi la scuola dei bulli e dei telefonini (e lasciamo stare lo spinello). C’è chi, per anni, si è incaricato di indicare il “modello Montessori” come arcaico e superato. Roba d’altri tempi. Ora la demolizione è pressoché completata. Come quotidianamente le cronache ne dànno conferma.
Sicché, in Italia, trovare una Scuola sognata dalle nonne, è come scovare l’ago in un pagliaio. Al contrario di quanto avviene in quasi tutto il mondo. Dove il metodo della grande educatrice italiana viene copiato e importato. Non si contano le scuole montessoriane negli Stati Uniti e in Canada. Ma anche in Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Svezia. Il metodo Montessori adottato- per educare le nuove generazioni- anche in Australia, Messico, Ecuador, Brasile, Cile, Sudafrica, Tanzania. Scuole montessoriane si stanno diffondendo persino in India, Giappone e Corea.
Tanti e ovunque sono i centri-studio, le pubblicazioni e i libri dedicati alla figura straordinaria di Maria Montessori. Impersonata su Canale 5, con eccezionale bravura, da Paola Cortellesi. Un’interpretazione che ha fatto il pieno di ascolti. Seguita con particolare attenzione a S.Vito di Valle Castellana (Te), dove vivono le vecchie zie della giovane attrice. Un successo che stride con l’opera di demolizione a cui noi connazionali abbiamo sottoposto la “scuola libera montessoriana”. “L’Italia- nota un esperto- è in pratica l’ultimo Paese al mondo a credere e a sostenere la scuola Montessori”.
Ecco perché è molto difficile soddisfare il desiderio delle nostre nonne. Per i nipotini c’è solo la “non-scuola”. Quella che i pedagoghi di oggi vorrebbero rimettere in piedi, non si sa come. Ma nessuno si sogna di ripartire dal modello Montessori. Esportato nel mondo, rinnegato in patria. Come l’insegnamento del latino. Roba superata e inutile per noi discendenti da quel ceppo, però introdotto e praticato nelle scuole in Cina e altrove. Come giudicare un popolo bravo a recidere le proprie radici?

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