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venerdì 8 giugno 2007

«Bullo» bocciato due volte, due volte promosso dal Tar

E’ accaduto in una scuola del Nord. Ragazzo bocciato due volte, due volte promosso dal Tar. Lo chiameranno, d’ora in avanti, Tribunale degli Asini Rivoluzionari? Scherzi a parte, il caso è serio. Il protagonista ha conquistato sul campo tutti i titoli per essere considerato un “bullo”. Secondo il consiglio dei docenti, ne ha combinate di tutti i colori. Come conferma la scheda personale: nessun rispetto delle regole, inadeguata partecipazione alle attività didattiche, disturbo durante le lezioni, basso livello di preparazione.
Dunque? L’alunno non ammesso “alla classe seconda per il comportamento scorretto e l’atteggiamento provocatorio e arrogante”. Giudizio pesante. Ma niente paura: i genitori ricorrono al Tar (Tribunale amministrativo regionale). Che “boccia” il Consiglio dei docenti. Condotta disastrosa? “Non basta per far ripetere l’anno”. E i giudici rimandano il carteggio alla Scuola. Che prende atto e conferma il verdetto: “L’alunno deve essere bocciato”.
La bocciatura-bis viene rispedita al Tar. Motivata, questa volta, con un ricco dossier. Dove c’è di tutto per documentare il profilo del “bullo”: rispostacce ai docenti, schiamazzi, uso del telefonino, foto porno mostrate in classe, provvedimenti disciplinari adottati a ripetizione. Non bastano.
Il Tar respinge e, con il solito linguaggio complicato e tortuoso, annulla (questa sì, con chiarezza) anche la seconda bocciatura. La “condanna”, piuttosto, va al collegio dei docenti. Capita sempre più spesso che un “cattivo studente” riesca ad andare avanti con la “benedizione” dei giudici.
Qui, allora, c’è una conclusione urgente da trarre. Osservanza delle regole? Sì, cominciando dagli adulti. Le statistiche dicono che gli autori delle violenze (75%) sono “ragazzi senza regole”? Bene: i genitori, più dei figli, sono da mettere sotto accusa. E, applicando la regola alla “crisi della scuola”, docenti responsabili più degli alunni.
Genitori e nonni, diamoci da fare: è ora di prenderne atto. Adeguiamoci in fretta. Altrimenti, ad averla vinta, saranno sempre i “bulli".

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