Progetto importante e, forse, unico. Ogni tanto dimenticato. Marcia a singhiozzo, quando marcia. Rispolverato l’ultima volta di recente, con gl’interlocutori delle due città seduti al posto giusto. Stiamo parlando di Ascoli e Teramo, due capoluoghi geograficamente vicini. Ancora di più in linea d’aria, azzerando quella strada borbonica e tortuosa che conosciamo. Fatta apposta ai tempi di Fraceschiello per dividere, più che per unire. Come oggi.
Ora, però, le due città hanno capito che è il momento di camminare insieme. Se è confermato che, all’ombra dei rispettivi campanili, i problemi sono identici. Ascoli e Teramo divise fanno la somma di due debolezze. Città ai margini, entro i territori delle rispettive province. Unite diventano una forza e un’alternativa metropolitana. Una strategia vincente. Come 40 anni fa, più o meno, studiosi ed esperti ribadirono in uno “studio di fattibilità” voluto e finanziato dall’allora Cassa per il Mezzogiorno. Promosso da politici del tempo, che (diamone atto) spesso sapevano vedere anche a distanza.
Solo che di quel “progetto” si parla da anni, ma con lunghi intervalli di “amnisia” generalizzata. Speriamo che, con il recente incontro di Teramo, sia arrivata la volta buona. Il sindaco Gianni Chiodi è andato addirittura oltre, proponendo la fusione fra le due province. Un disegno politicamente accattivante, adesso che incalza la polemica sui “costi della politica” e sulla proliferazione degli enti (e degli sprechi) dentro lo stesso territorio. Il presidente della Provincia di Teramo, Ernino D’Agostino, ha subito respinto l’impostazione. Condividiamo. L’alleanza Ascoli - Teramo, infatti, dovrebbe crescere e svilupparsi nella logica del “Quadrilatero”. Senza complicazioni aggiuntive. In una realtà metropolitana di oltre 500.000 abitanti. Racchiusa entro i confini che vanno da Teramo ad Ascoli, da Porto d’Ascoli a Giulianova. Come previsto nello studio elaborato 40 anni fa e, purtroppo, totalmente ignorato. Dovrebbe essere, al contrario, il punto di partenza per quanto si vuole fare oggi. Un’azione da sviluppare con iniziative condivise e qualcosa è stato già tentato, con successo. A cominciare dalla viabilità. E’ tempo di continuare e perseverare, camminando insieme. Per costruire “nei fatti”, giorno per giorno, la “città metropolitana del Quadrilatero”. Il resto verrà.
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