Partiamo subito con una raccolta fondi in soccorso delle casse (vuote) della Regione Abruzzo. Non c’è pecunia ed occorre con urgenza almeno un milione di euro. I competenti uffici amministrativi sono alle strette per mettere in regola i conti in sospeso (arretrati compresi) dei 40 consiglieri regionali e dei colleghi in quiescenza. Il piatto piange. Mentre l’aumento da corrispondere va da 4 a 5 mila euro all’anno ciascuno. Dove prenderli? E’ vero che il presidente Del Turco, all’inizio di questo 2007, aveva assicurato una “riduzione dei costi della politica”. Ma lungo il cammino dei nostri “nuovi profeti” c’è sempre un imprevisto. Come, appunto, questa “legge nazionale” che, in tempi di magra, fa piovere 5.000 euro sulla busta paga degli onorevoli regionali. Il fondo del barile è stato raschiato da un pezzo. E “gli uffici dell’Emiciclo – registrano le cronache- sono in affanno”. C’è chi corre in soccorso di Lorsignori con consigli vari. Comincia la Cna, importante organizzazione degli artigiani, che suggerisce al consiglio regionale sic et simpliciter di bloccare gli aumenti degli stipendi. Altre organizzazioni propongono cure più radicali. Bloccare tutto, disertando le urne, preso atto che a beneficiare degli aumenti sono coloro che chiedono sacrifici ai cittadini. Quest’ultimi già doppiamente tassati dalla finanziaria di Prodi e da quella di Del Turco.
Ma si può sperare nei miracoli? Tocca a noi cittadini trovare la soluzione. A nostre spese. Come sempre. Allora, via con la sottoscrizione. Tanto, tassa più tassa meno…
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