Renato Guttuso, artista sommo un po' dimenticato. A rinverdirne la memoria è uscito in questi giorni un libro da leggere (Renato Guttuso.Un ritratto del XX secolo di Paolo Parlavecchia- Utet, 342 pagine, 22 euro). Per scoprire notizie nuove o che sono sfuggite, quando il maestro era in vita. Grande persino nella sua non comune "doppiezza". Intanto, nella politica.
Più volte premiato dal fascismo ai tempi dei Littoriali (1937 -'38) e protetto dal ministro Bottai, militò poi fino all'ultimo nel Pci di Palmiro Togliatti. Pittore di successo, il ricchissimo Guttuso mai abbandonò il partito dei proletari. Neppure in occasione della denuncia dei crimini di Stalin e dei gravi fatti d'Ungheria. Quando molti colleghi artisti e intellettuali si allontanarono dal partito, rinnegando il marxismo.
Fedele alla sua "doppiezza", Guttuso ne confermò la vocazione anche in amore e nei rapporti sentimentali. Travolto dalla passione per Marta Marzotto, ritratta in molte sue opere celebri, non ruppe tuttavia il vincolo matrimoniale, durato cinquant'anni, con la moglie Mimise.
Le curiosità di questo bel libro sono anche altre. A cominciare dalla data di nascita. Anch'essa duplice: Bagheria, 26 dicembre 1911; Palermo, 2 gennaio 1912. "A questa nascita doppia- sottolinea l'autore del volume- corrisponde, all'altro capo del filo, un funerale doppio, laico, in piazza del Pantheon -sventolare di bandiere rosse- e religioso, a Santa Maria sopra la Minerva- con tutti gli onori che la Chiesa offre al figliol prodigo ritrovato".
Insomma, vita e morte da grande artista. Coerentemente con il suo "destino doppio", da vero italiano.
Nato da un'idea di http://www.micronetwork.it. Team Leader del progetto: Simone Mazzoni, art director: Cristiano Di Domenicantonio. Siluppo Micronetwork.it
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venerdì 30 marzo 2007
Guttuso, grande anche nella «doppiezza»
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