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giovedì 15 marzo 2007

Un candidato-sindaco in «mutande»

L’idea è buona. Salvo conferma. Delle elettrici "in primis". “Nudi alla meta”, ma non allude alle casse ormai vuote di gran parte degli enti locali. Il significato vuole essere più profondo e tutto politico-elettorale. Un campo, quello del marketing applicato alla competizione delle urne, dove non si finisce mai di imparare. Come vuol dimostrarci un aitante intraprendente quarantenne in corsa per diventare sindaco di Lecce. Che sul suo blog ha esordito in mutande, presentandosi senza veli a elettori e elettrici. Una prova della verità anche questa, ci sembra. Il fisichetto non è male. Può andare. Manca, invece, il programma degl’impegni politico - amministrativi. Né c’è da pensare che possa bastare uno “slippetto” per incantare gli elettori. Le elettrici in particolare. Il programma arriverà, c’è da giurarci. E che sia “nudo” anch’esso. Vale a dire vero. Senza fronzoli e false promesse.
Insomma, in campagna elettorale, il “marketing del nudismo”, visto come stanno le cose, potrebbe anche funzionare. Ma che non sia specchietto per le allodole. Come altre strategie che conosciamo. Per accaparrare voti, consensi e…arrivederci alla prossima volta. Un’autentica novità, dovrebbe essere. Per costruire, giorno dopo giorno, quella “casa di vetro” tanto promessa da Lorsignori e mai realizzata. Complimenti, dunque, al candidato sindaco che propone lo slip come marchio di garanzia. Della trasparenza e del buongoverno. Così ignudo, fra l’altro, sarebbe tecnicamente impossibile intascare mazzette e tangenti. Sempre possibili, in politica. Vero: l’abito non fa il monaco. Specie se troppo succinto. L’importante è abituarsi a non avere tasche. Anche in doppiopetto.

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