Lo avevamo detto e previsto. E scusateci se ci vantiamo un po’. Ma ci voleva poco a capire. In merito agli aumenti di stipendio ai consiglieri regionali, dopo le prime ipocrite reazioni dei diretti interessati, avevamo così concluso, in questa nostra rubrica, testualmente:”Tocca a noi cittadini trovare la soluzione. A nostre spese. Come sempre. Allora, via con la sottoscrizione. Tanto, tassa più tassa meno”. E finirà proprio così… Dopo la “scelta ipocrita” in consiglio regionale, che rinvia al parlamento nazionale (campa cavallo…) la decisione per azzerare gli aumenti, tocca a Pantalone (cioè a noi) mettere le mani in tasca. Lo ha capito anche la Cisl, che ha accusato il Consiglio regionale di “soluzione pilatesca”. Bastava un piccolo semplice atto concreto, per abolire gli aumenti dello scandalo. Ricordiamolo a chi lo avesse dimenticato: azzerare "quel di più", in un momento di ristrettezze (e tasse) per tutti, era il minimo che si potesse fare. Sufficiente una leggina di poche parole. Non hanno sempre rivendicato autonomia e centralità? Ma questa volta, guarda un po’, hanno rifiutato in blocco “centralità” e “autonomia”. Si sono trincerati dietro un fiume di parole e di ipocrisie. Per ingrossare i privilegi. Che sono quelli di sempre. Come viene a ricordarci il settimanale L’Espresso con un’inchiesta sui vitalizi d’oro degli ex. Prima o Seconda Repubblica, gli uomini e i governi passano. I privilegi restano. Abbiamo la memoria corta e Lorsignori ci contano. Intanto, i contribuenti abruzzesi hanno conquistato il posto d’onore: sono primi, insieme ai laziali, per l’addizionale Irpef. Basterà, questa volta, per tenerci svegli?
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