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venerdì 9 febbraio 2007
Teramo: nel Palazzo redditi «top-secret»
Sindaco, assessori e consiglieri comunali. Tutti giovani e scattanti. Un po’ distratti, forse. Anzi, completamente sbadati. Un giornale che si stampa in Abruzzo, ha rivelato (sentite un po’…) che quasi nessuno degli eletti in consiglio comunale, a Teramo, ha presentato la dichiarazione dei redditi. A cominciare dal sindaco e da chi presiede l’assemblea. Fino all’ultimo assessore o consigliere. Maggioranza e opposizione. Tutti uniti nel mantenere strettamente “riservati” i redditi personali. Pochissime le eccezioni: l’anno scorso appena quattro. Eppure, per i pubblici amministratori, rendere noti redditi e consistenza patrimoniale, è un obbligo. Previsto dalla legge 441 del 1982. Una normativa che contempla persino la “censura” a carico di chi non osserva i previsti termini tassativi. Spetta al presidente del consiglio richiamare i “distratti”, applicando, ove necessario, le sanzioni. Solo che, nel caso di Teramo, lo stesso “presidente-controllore” figura nel lungo elenco dei “distratti”. Il quale, comminando le “pene”, dovrà iniziare da se stesso. Poi, gerarchicamente, passando al sindaco, agli assessori e ai consiglieri vari. La “censura” dovrà essere letta in aula. Pubblicamente e ad alta voce. Una per ogni trasgressore. Dato il numero degli inadempienti, ci sarà…da sgolarsi. A questo punto, inutile perdersi in facili considerazioni più o meno moralistiche. In attesa di vedere gli sviluppi di questa storiella perfettamente “all’italiana”, esperti e osservatori del costume ci fanno sapere che non tutte le abitudini sono uguali. Gli americani, per esempio, amano ostentare la ricchezza. C’è da sospettare che il presidente Bush, forse, è arrivato a certe vette, anche grazie a dichiarazioni dei redditi…in eccesso. Gli europei, invece, preferiscono nascondere i propri introiti (come i nostri amministratori, che perciò sono nella norma). Comunque, non è elegante tenere “al buio” i propri elettori su certe cose. Non è “chic”. La vera eleganza, ricorda una famosa look-maker, comincia dalle scarpe, cioè dai piedi. Ma i nostri pubblici amministratori, evidentemente, usano la testa. Quando non sono distratti.
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