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venerdì 23 febbraio 2007

Quando la «leadership» si decide con il menu

Avete fatto caso? Ormai tutto si risolve a pranzo. Anzi, meglio la cena. Al calar della sera, si presta meglio. Arriva il grande capo dalla Capitale per rimettere insieme i contendenti, che non mancano mai? Coraggio, vediamoci a tavola. Ormai è una moda. E funziona alla grande. Visto che di “cene politiche” si fa uso ed abuso. Un successo e non si sa se dipenda dalla bontà del menu oppure dalla bravura di Lorsignori. Trovano sempre un accordo, al levar delle mense.
“Cin cin” e si comincia. Come, esattamente, dev’essere avvenuto per l’attesissimo incontro fra il sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso e l’emergente Tommaso Ginoble. La regia affidata, per l’occasione, ad un vecchio allievo della Dc. Indicato da una cronista del “Messaggero” come “stampella di Marini” (e capite a chi alludono). Grossa la partita: c’è da decidere la nuova “leadership” della “Margherita”. Che non è una bella donna con il “look” da rifare. Ma un partito politico e anche importante. L’incontro si consuma a Torre de’ Passeri. Non in un ristorante (troppo indiscreto), ma in casa privata, nel centro della cittadina (che non è Teano, ma data l’importanza di questo storico incontro per gli abruzzesi, quasi ci siamo). Piatti, bicchieri eccellenti e chiacchierata di tre ore. La tavola, questa volta, non ha risolto, ma le premesse ci sono. Tutto ancora da decidere chi sarà il nuovo segretario abruzzese della “Margherita”. Una cosa non da poco, per le future spartizioni di potere. Una cena, questa volta, non basta. Ne serve un’altra e tutto si risolve. Intanto, i siluri volano e vanno. Di pari passo con la digestione di questi commensali amici-nemici che, tra un piatto e l’altro, costruiscono il nostro avvenire.

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