Riceviamo e pubblichiamo:
Una società, questa, che mi fa sentire un marziano. Da marziano, perciò, vi dico che, dipendesse da me, chiuderei gli stadi italici, con annessi e connessi, per almeno due anni. Altro che Matarrese, che vorrebbe far ripartire con urgenza la “bagarre”, come se niente fosse accaduto. Sigillare. Chiudere. Tutti a casa, per pensare e riflettere un po’…A cominciare da voi cronisti e telecronisti, primi responsabili della diseducazione di massa. Il punto è questo: se lo sport, che un tempo era sano agonismo e passatempo distensivo, si è trasformato in un mattatoio, in una valvola di scarico dell’odio sociale, c’è qualcosa che non va. A partire dalla stampa e dai cosiddetti mezzi di comunicazione che, visti i bei risultati, non riescono a educare la tifoseria. E neppure a frenarla un po’. Ma le responsabilità non finiscono qui. Manderei a spasso anche altri. Per almeno un biennio. Curva Sud e Curva Nord, cannonieri e difensori, accompagnatori di veline e titolari di gambe arci-miliardarie. Insomma, l’intera corte, unitamente ai poteri forti, palesi e occulti, dei padroni del calcio. Tutti a riposo. E che sollievo. Che aria salubre. Che piacere. Invece, no. Mi rendo conto che solo un marziano pazzo può pensare certe cose deliranti. Siamo, infatti, ancora ai tempi del “panem et circenses”. Se la “calciomania” non esistesse; se non tornasse (e presto) lo “sfogatoio domenicale”, con ultras e tifoseria a tenere sotto scacco città e forze di polizia, sarebbe un disastro sociale. Il diabolico meccanismo salvifico bisognerebbe inventarlo. In nome della “pelota”. E pazienza se, come dice l’ineffabile Matarrese, ogni tanto ci scappa il morto. Causa violenza, che trova asilo dentro e fuori i rettangoli verdi. Dove, sennò? Difficile rinunciare a un’arena che calamita tutti. Buoni e cattivi. Che fa da “briglia” e trasforma in “arma letale” tutte le acque cattive del malumore e della frustrazione collettivi. Avanti, dunque. E non si dia retta ad un marziano pazzo. Allergico a questa nostra “convivenza barbarica”. Che, a mio malsano modo di vedere, ignorando ormai l’alfabeto della lettura e dell’etica (che parola fuorimoda!), è in preda all’overdose della “calciomania” imperante. Notte e giorno. Andiamo avanti, dunque. Sotto la spinta del nuovo oppio dei popoli. E buona fortuna.
Un "marziano”
Lei è un vero “marziano” e si capisce benissimo. Le sue idee sono tanto controcorrente e fuori le righe che è persino difficile rispondere. No comment. E buona fortuna pure a lei, caro marziano.
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