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lunedì 19 febbraio 2007
Pescara: ponte sul mare e «politica creativa»
Difficile non provare simpatia per Luciano D’Alfonso, super- attivo sindaco di Pescara. Personaggio emergente, che pensa (e fa) alla grande. Venerato dai suoi amici e sostenitori, guardato con sospetto (e qualche invidia) dai suoi avversari - rivali della politica. Ma, combattente di razza, il primo cittadino adriatico, non si arrende e va dritto per la sua strada. Nè perde una battuta e neppure rinuncia a dire la sua. Quando serve. Che si tratti della Margherita (il suo amato partito) o di politica regionale, provinciale o pescarese che sia. Per distribuire, da "pater familias – protagonista”, encomi e rampogne. Come recentemente con “l’affare Ingeneering”. Piccola bega di partito. Dopo aver tirato le orecchie al segretario regionale, Camillo D’Alessandro, in difesa di Bernardo Mazzocca, ha chiuso la partitella dispensando una “pacca buonista” anche a colui che aveva “rampognato” il giorno prima. Questa, per chi non avesse ben capito, è politica. Allo stato puro. E Machiavelli, il vecchio maestro dei politici di razza, non ha che da esserne soddisfatto. Tant’è che, adesso, è il sindaco in persona a chiedere una “certificazione”. Secondo quanto si apprende, a concedergliela, avallando il suo operato, dovrebbero essere nientemeno che la locale procura e la magistratura contabile. Il tutto come “lasciapassare” a quel progettato celebratissimo “ponte sul mare”. Da fare con il coinvolgimento di alcuni potenti imprenditori pescaresi. Ambiziosa maxi-opera pubblica da 6 milioni di euro, ardentemente voluta dal sindaco D’Alfonso. Affare guardato con qualche sospetto dall’opposizione. D’Alfonso il decisionista, però, non si ferma. E ne pensa una nuova. Va dai giudici, per il “lasciapassare” che renderebbe “tutti tranquilli”. “Ditemi voi- domanda il primo cittadino che pensa alla grande- se è legale che il Comune prenda soldi dai privati, per opere pubbliche altrimenti impossibili”. Lo sappiamo: le sentenze dei giudici arrivano a cose fatte, spesso anche in ritardo. Per il “mega – ponte” di Pescara, “l’imprimatur della legalità”, secondo il più estroso sindaco d’Italia – originale anche in questo- dovrebbe essere “preventivo”. Che “politica creativa” sarebbe, altrimenti?
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