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venerdì 11 maggio 2007

Catone il Censore delle «scatole vuote»

C’è un’anima candida, in Abruzzo, dispersa nella fitta boscaglia delle norme per indire (o stoppare?) tre referendum. Obiettivo: l’eliminazione dei costi eccessivi e dei privilegi della politica. Nonostante l’argomento abbia colpito e scosso l’opinione pubblica, Lorsignori fanno orecchio da mercante. Tirano a campare. C’è anche chi, con l’aria di non aver visto e sentito, se la prende con il governo. Reo di "essersi messo di traverso sulla creazione di nuove province e la moltiplicazione di enti locali”. Questo signore, reduce ormai da non si sa quale mondo sommerso, si chiama Giampiero Catone. E’ un parlamentare (per chi lo ignorasse) e anche segretario regionale di un redivivo partito della Democrazia Cristiana.
Con tutto il rispetto per la gloriosa Balena Bianca, non sapevamo che certi allevatori di “vacche grasse” potessero sopravvivere anche in questi nostri tempi grami. Tanto è vero che a Catone il Censore del governo Prodi, non manca il coraggio per rivendicare che il suo partito ha presentato proposte di legge…(aprite bene le orecchie): per istituire nuove province ad Avezzano e Sulmona (suo collegio elettorale). Ma, per non dispiacere nessuno, anche a Bassano del Grappa, Sibaritide Pollino, Melfi, Aversa e Venezia Orientale. Non farle, aggiunge il nostro bronzeo onorevole, sarebbe un’offesa alla “dignità di tutti quei cittadini e territori che da anni reclamano una propria autonomia”.
Con questo affermando il principio che la “dignità” di noi cittadini si salva con la Provincia. Altrimenti detta "scatola vuota"da Ugo La Malfa, un politico che certe cose le conosceva. Ma, temendo forse di averla sparata grossa, Catone suggerisce persino la scappatoia. Per farle a tutti costi, le Province. Così: sopprimendo “gli enti intermedi”. Cioè quella caterva di carrozzoni e rimorchi vari che, sul territorio, stanno fra la Provincia e la Regione. Cioè i cosiddetti enti e consigli d’amministrazione “mangiasoldi”, con la pletora annessa di presidenti, consiglieri, assessori e consulenti.
Una guerra persa in partenza. Ma che fa? Per Catone l’importante è allungare la lista delle “scatole vuote”.

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