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lunedì 14 maggio 2007
Faurisson a Teramo: «no» dalla comunità ebraica
Roma, 14 mag. Appello-denuncia contro il master Enrico Mattei, organizzato a Teramo dal prof. Claudio Moffa della facolta di Scienze Politiche. Parte da numerosi sottoscrittori, tra cui spiccano i nomi di ex deportate (Liana Segre e Carla Cohn), Brunello Mantelli (università di Torino), presidente dell'Unione comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna, presidente della Comunità ebraica di Roma Leone Paserman, e storici italiani e stranieri come Claudio Pavone, Salvatore Settis, Carlo Ginzburg, Enzo Collotti, Simon Levis Sullam, Liliana Picciotto. “Dare la parola in sede scientifica achi nega l’esistenza della shoah sarebbe come pretendere che sostenitori del sistema tolemaico intervenissero a un convegno di astronomi”: questa la motivazione del “no” alla conferenza programmata del prof. Faurisson a Teramo. I firmatari si rivolgono al rettore Mattioli e al ministro per conoscere il valore formativo del master. Affermano anche che il corso sarebbe "diventato da tempo una tribuna dove la negazione della shoah viene spacciata per legittima critica alla politica dello Stato di Israele; dove a uelli che Pierre Vidal Naquet ha definito 'gli assassini della memoria' (negatori dell'Olocausto) si attribuisce lo statuto di storici'; dove si organizzano convegni, in cui sono state prese le difese dei negazionisti, considerati quali 'storici che negano uno o piu' tasselli della versione ufficiale dello sterminio degli Ebrei nella seconda guerra mondialé". Secondo i firmatari "le sedi universitarie devono essere spazi di libertà di pensiero", ma allo stesso tempo "la serietà, il rigore metodologico e scientifico devono rappresentare un elemento di discrimine irrinunciabile". "E' grave - conclude l'appello - che tesi insostenibili e falsificatorie come quelle sostenute e diffuse da Faurisson, dimostratesi false e pretestuose nonché contrarie ai risultati di decenni di ricerche condotte da storici specialisti di tutti i paesi, ottengano la legittimazione implicita nel fatto che vengano enunciate in un'aula universitaria".
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