pettegole in bigodini

Piazza grande News

votaqui.com | Tutte le notizie dai social network

Notizie Italiane

giovedì 24 maggio 2007

Il governo del presidente Del Turco è mobile. Nel senso che è…Del Tour. Cioè, con assessori e annessi, viaggia molto. Come ha fatto notare una cronista scherzosa. Gira in Italia e all’estero. A spese…(lo sapete di chi). Ma torniamo all’altro tema. Che poi, tirando i totali, si ricollega e si somma a questo delle missioni e delle trasferte “tuttoincluso”.
Vogliamo dire dei cosiddetti “costi della politica”. Un modo improprio di intendere, per coprire sotto una banale nota-spese (salatissima), privilegi e sprechi. Non “costi” dovuti e a pie’ di lista. Ma spese inutili. Semplicemente.
Il presidente Del Turco, dunque, impugna la scure per sfoltire la fitta selva di presidenti e assessori, consiglieri e gettoni elargiti a vario titolo. Una piccola potatura? Sempre meglio di niente, certo. Appena un milione di risparmio all’anno per le tasche di Pantalone. Il promotore dei tre Referendum “abrogazionisti”, l’ex parlamentare Pio Rapagnà, parla di “goccia nell’oceano”. E quantifica: ammonterebbero a 150-200 milioni di euro all’anno, in Abruzzo, i costi per mantenere le circa tremila “reclute” iscritte da Lorsignori nel libro-paga del Palazzo.
Valutazione condivisa dalle opposizioni, che bollano quella di Del Turco come “operazione di facciata”. Per rabbonire gli elettori inferociti. Dello stesso avviso –questo il punto- persino alcuni settori della maggioranza. A partire dagli “amici” del fustigatore Di Pietro. Ciechi e insensibili “di fronte allo sforzo della Giunta”.
Cosa che fa perdere la tramontana al “Giulio Cesare”, formato maxi, dello Sdi. Cioè a Camillo Cesarone, capogruppo del partito di Boselli in consiglio regionale. Che respinge come “divagazioni populiste” quelle di coloro che diffondono scetticismo e incredulità attorno alle eroiche “sforbiciate” del governatore Del Turco. Anzi, per andare al sodo, avanza una proposta davvero seria. Chi “ritiene che l’azione fin qui sviluppata è da considerarsi minima, cominci a dare l’esempio, invitando i propri rappresentanti inseriti nei vari Cda (traduzione: consigli d’amministrazione) a presentare le dimissioni, agevolando in questo il processo già avviato”.
Proposta seria, dicevamo. Da accogliere subito. A partire dai vertici. Visto che, dopo tanta aria fritta, è l’unica strada praticabile. Per iniziare a risalire nella credibilità di noi scettici inguaribili.

Nessun commento: