I sindaci parlano, promettono. Ma poi non ce la fanno a ridurre le tasse. Cominciando dall’Ici. Le casse sono vuote. Sorprende perciò scoprire che un sindaco a cui piace la “satira amica” abbia elargito 10.000 euro a Daniele Luttazzi e 5.000 a Antonio Cornacchione. Il comico, quest’ultimo, con la fissa di Silvio. Berlusconi, naturalmente. Al centro dei suoi scherzi e lazzi, quando era capo del governo. Confermato al vertice della sua attenzione, ora che è stato mandato all’opposizione.
Il primo cittadino (amante dei comici che mettono alla berlina gli avversari politici), offre così lo spunto a Forza Italia, per accusarlo di “satira ideologica e di parte”. A spese dei contribuenti. Anche di quelli vicini all’ex presidente del Consiglio e alla sua parte. Né risulta che il sindaco abbia diffuso una smentita. Evidentemente, i fatti sono quelli. A dimostrazione che, nel suo territorio, il problema dei “costi della politica” non esiste. E si continua a spendere danaro pubblico. Pure per ridere.
Come, per motivi diversi, si fa altrove. Dove altri pubblici amministratori di manica larga stanno creando un consorzio (un altro!). Con tanto di sede bene arredata. Indovinate per cosa? Per la valorizzazione dei piccoli borghi. Cosa buona e sacrosanta, ci mancherebbe. Sicuramente, presto avremo un presidente corredato di relativo consiglio d’amministrazione. Né potranno mancare i gettoni, sempre graditi da Lorsignori. Quei gettoni che vorrebbero abolire o ridurre e che, intanto, si moltiplicano.
Nessuno spiegherà, ovviamente, la vera utilità di questo nuovo “carrozzino”. Visto che ce ne sono tanti altri che potrebbero svolgere quella stessa funzione. Pazienza, comunque. Che volete che sia rispetto alle spese “top-secret” del Quirinale? Spiccioli, quisquilie, pinzillacchere, direbbe Totò. Il comico che non aveva bisogno di soldi pubblici per farci ridere.
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