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lunedì 21 maggio 2007

«Costi della politica» e fuga «disprezzante» di chi paga

Il ministro D’Alema comprende e reagisce, affidando l’sos al Corriere della Sera:E’ in atto una crisi della credibilità della politica che tornerà a travolgere il Paese con sentimenti come quelli che negli anni ’90 segnarono la fine della Prima Repubblica. Anche i sindacati hanno perso slancio, tutelando interessi di natura particolare”.
Allarme condiviso. Più o meno. A sinistra come sull’altra sponda. Il giudice-parlamentare (Ds) Gerardo D’Ambrosio conferma: “Il divario tra la politica e il Paese è ampio, ha ragione D’Alema”. E Fabrizio Cicchitto, vice-coordinatore di Forza Italia:Un’analisi che ha colto nel segno”. Mentre Gerardo Bianco, ex segretario del Ppi: “Profonda la sfiducia dell’elettorato verso la politica”.
Una “presa d’atto” corale. Finalmente. Che il sociologo e studioso Giuseppe De Rita puntualizza così:”Gli italiani non si indignano più come all’inizio degli anni Novanta…Non hanno più voglia né energie. Semplicemente disprezzano un mondo autoreferenziale. E mandano un messaggio: ma fate pure quello che vi pare, cantatevela e suonatevela quanto volete, per quanto ci riguarda sappiate che d’ora in poi cercheremo di non pagare più tasse fino all’ultimo marchingegno possibile. Poi, certo se ci beccate ne riparliamo. Ma per adesso arrivederci e grazie”.
Attenzione, dunque, a quell’”arrivederci e grazie”. Anche in Abruzzo. Dove il presidente Del Turco annuncia il via al “disboscamento” degli enti regionali. Le buone intenzioni ci sono e restiamo fiduciosi. In attesa di fatti concreti. Del Turco ci ha avvertito: “In Regione tre anni per cambiare”. Convinto com’è che ci sia abbastanza cera di scorta. Per mantenere accesa la “fiammella”. Emanuele Macaluso, parlamentare di lungo corso e conoscitore dei malanni della politica, ha invece idee diverse sui tempi. E incalza: “Se oggi D’Alema avverte una crisi, perché non interviene subito?”.Un “sollecito prioritario” che è bene, forse, estendere a tutti. Per risposte ed esempi immediati e concreti.
Prima che la “fiammella” si spenga.

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